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E alla fine spunta Jasper Philipsen!

16/03/2024

Tutti hanno avuto la propria chance. La Milano-Sanremo 2024, come d’altronde qualsiasi edizione della Classicissima, ha radunato una parata di stelle pronte a bastonarsi a vicenda tra Capi, Cipressa, Poggio e quasi 300 km complessivi, e alla fine praticamente tutti i big più attesi hanno avuto un momento in cui fare la propria mossa.

Anche quest’anno la Cipressa è servita soprattutto a fare selezione, a tagliare fuori corridori come Jonathan Milan, Alexander Kristoff e Christophe Laporte (saltato addirittura sul Capo Berta), ma poi il piatto più succulento è stato servito, ancora una volta, dal caro vecchio Poggio. Quasi per riverenza, dopo il grande lavoro della UAE hanno tutti aspettato che a fare la prima mossa fosse Tadej Pogačar, che ovviamente non si è fatto pregare e a poco più di un chilometro dalla cima ha piazzato il suo primo affondo.

Alla sua ruota – e anche su questo non c’è da sorprendersi – si è francobollato Mathieu Van der Poel, all’esordio stagionale con il suo splendido kit bianco-arcobaleno di campione del mondo e il capello biondo più lungo rispetto a come lo avevamo lasciato, ma non solo lui. Alberto Bettiol, Filippo Ganna, Mads Pedersen, Jasper Stuyven, Tom Pidcock, Julian Alaphilippe, Michael Matthews e Matej Mohorič sono rimasti tutti in scia e quando lo sloveno ha rallentato è partito Stuyven, probabilmente per tenere alta l’andatura a favore del veloce compagno Pedersen.

A 200 metri dalla fine del Poggio sembrava inevitabile che la corsa si decidesse in discesa oppure sull’Aurelia, prima di Via Roma, invece Pogačar ha piazzato un altro fendente, stavolta improvviso e più deciso. Sembrava poter essere l’attacco buono per tempismo e potenza, ma anche stavolta il fuoriclasse sloveno si è dovuto scontrare su Van der Poel, in versione stopper. I due hanno condotto in discesa, ma poi un super Pidcock ha riportato tutti sotto in discesa, proprio mentre il compagno Ganna veniva messo fuori gioco da un problema al cambio.

Terminata la discesa, come un falco pronto a lanciarsi sulla preda, è scattato Matej Mohorič. Bis in Via Roma? Purtroppo per lui Van der Poel si accorge che nel gruppetto di 12 atleti arrivati compatti in fondo alla discesa del Poggio c’è anche il compagno Jasper Philipsen, il velocista più forte del mondo, che definire velocista è in realtà assai riduttivo. E allora ecco che il campione del mondo si piazza in testa al gruppo, dà fondo a tutte le sue energie e chiude su Mohorič proprio in vista dell’ultimo chilometro.

Volata? Non ancora… proprio sotto la Flamme Rouge scatta il corridore che non ti aspetti, Matteo Sobrero, la più bella sorpresa di giornata, che guadagna qualche metro e per un attimo sogna il colpaccio che può valere una carriera. Ma anche per lui è un’illusione, perché dietro parte Tom Pidcock che lo aggancia e lo salta a 500 metri dall’arrivo. Van der Poel deve fare gli straordinari, riparte ancora, prova a chiudere, ma stavolta su Pidcock è più dura, perché all’improvviso i 288 km sulle gambe si fanno crudelmente sentire.

In soccorso arriva Stuyven, che sta lanciando la volata a Pedersen. Pidcock viene ripreso a 150 metri dall’arrivo. Stavolta è volata per davvero: Matthews esce alla grandissima, poi perde gli occhiali e salta due pedalate, Philipsen lo affianca e lo supera per qualche centimetro. La Milano-Sanremo è del belga! Ci hanno provato davvero tutti, ma la roulette ha sorriso a Jasper, che si prende tutto ed entra nella storia dalla porta principale.

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