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Mohorič, lo scavezzacollo

19/03/2022

Durante la telecronaca della Rai, Alessandro Petacchi, che la Sanremo l’ha vinta nel 2005, ha detto: “Mohoric ha rischiato la vita per vincere questa Milano-Sanremo”. E, in effetti, è sembrato proprio così, in particolare in una delle ultime curve della discesa del Poggio, prima di entrare nell’ultimo tratto di gara verso Via Roma. Lo sloveno ha perso per un attimo il posteriore e ha messo la bicicletta di traverso, rischiando di saltare via oppure schiantarsi contro la siepe che aveva di fronte. Il sangue freddo e la sua abilità tecnica, però, gli hanno permesso di correggere la traiettoria, evitare lo scalino a bordostrada e rinforzare l’andatura verso il trionfo sanremese.

Per togliersi di ruota atleti come Tadej Pogacar, Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel, probabilmente, l’unico modo era proprio provare a spingersi dove loro non avrebbero potuto. Mohoric ha così deciso di tirare fuori quell’insana follia che hanno tutti i grandi discesisti, ha rischiato di rompersi il collo, ma alla fine si è trovato a braccia alzate in Via Roma, per quella che è sicuramente la vittoria più importante ed incredibile della sua carriera.

10 mesi fa al Giro d’Italia non gli era andata così bene, o meglio, gli è andata bene per il pauroso salto mortale che aveva fatto scendendo dal Passo Godi in Abruzzo. Il classe 1994 di Kranj aveva tentato un’azione simile a quella fatta scendendo dal Poggio, facendo un errore piuttosto analogo a quello fatto oggi, ma in quella occasione non era riuscito a rimediare e aveva picchiato testa e collo. Per pura fortuna e grazie al casco, lo sloveno se l’era cavata con una semplice commozione cerebrale che gli ha permesso di tornare in bicicletta piuttosto rapidamente. A quanto pare, però, quel back flip non gli ha creato alcun timore di sorta, visto che oggi si è reso protagonista di una delle discese più pazze che si possano ricordare giù dal Poggio.

Mohoric era un predestinato, essendo stato campione del mondo in due anni consecutivi sia da juniores che da U23, ma il fatto di non aver vinto tanto appena passato professionista, aveva fatto credere che forse fosse uno di quei corridori dominanti solo nelle categorie giovanili. In realtà non era per nulla così, perché Matej pian piano si è costruito un palmarés da fare invidia a tanti campioni, comprese tappe di Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España.

Oggi è arrivata la ciliegina sulla torta di fronte all’elite del ciclismo mondiale. Ci si aspettava Pogacar, ci si aspettava Roglic, e invece è spuntato un altro, fenomenale, sloveno.

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