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È sempre Pogačar contro Van der Poel, ma tante star sognano Sanremo

20/03/2026

Il ciclismo di oggi è fatto di dominatori. Atleti straordinari, capaci di imprese impossibili, che annientano praticamente qualsiasi corsa alla quale prendono parte. La cosa affascinante della Milano-Sanremo, per percorso e disegno, è che dominare è davvero difficile. La Classicissima è quindi una mosca bianca tra le grandi corse del calendario ciclistico, in mezzo a gare decise spesso in partenza, resta la più difficile da prevedere.

 

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Pogačar vs Van der Poel: la sfida infinita

Ciò non toglie che, anche per la Milano-Sanremo 2026, i favoriti sono coloro che di solito dominano le altre gare: Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) e il campione in carica Mathieu Van der Poel (Alpecin-PremierTech). Le edizioni recenti, però, dimostrano che per vincere bisogna ricorrere non solo a gambe e forza, ma anche fantasia e tempismo. Loro sono i più forti, ci sono pochi dubbi a riguardo, ma alla Sanremo spesso non è abbastanza.

Lo sloveno comincerà il suo sesto assalto alla Classicissima, che può vantarsi di essere praticamente l’unica gara ad aver respinto più volte il Cannibale del ciclismo moderno. L’anno scorso ha fatto sembrare la Cipressa una sorta di Stelvio, eppure non è bastato per vincere, ma per cambiare lo spartito classico della Sanremo, quello sì. Finché non la vincerà, per sua stessa ammissione, continuerà a sbatterci la testa.

Van der Poel, invece, sarà al via con la tranquillità di chi sa di averla già vinta due volte, e tutto ciò che viene sarà in più. La gamba dimostrata tra Omloop Het Nieuwsblad e Tirreno Adriatico, però, fa paura, e siamo pronti a scommettere che, ovunque vorrà muoversi Pogačar, lui sarà lì, vigile alla sua ruota. Rispetto a Tadej, l’olandese sa di poter trionfare anche in un’eventuale volata ristretta.

Non vanno però sottovalutate le seconde punte dei due, se così vogliamo chiamarle. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) è una delle incognite più interessanti: come vorrà usarlo Pogačar? Come ultimo uomo o come pedina per provare, magari, a stanare Van der Poel? Il campione del mondo di ciclocross, invece, avrà Jasper Philipsen da lanciare nel caso in Via Roma si arrivi in volata, proprio come fatto con eccellenti risultati nel 2024.

Gli outsiders

La presenza di Pogačar scoraggia i velocisti, ma dà invece una speranza a chi auspica in una corsa il più dura possibile. Cipressa o Poggio che sia – non vogliamo pensare che abbia intenzione di muoversi prima – diversi corridori proveranno ad andare fuorigiri pur di rimanere attaccati a chi attaccherà. Tra questi ci sono sicuramente Tom Pidcock (Pinarello Q36.5), brillantissimo alla Milano-Torino e potenzialmente il più adatto alle discese di Cipressa e Poggio, Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), ancora alla ricerca della sua miglior versione ma che qui, nel 2020, ha vinto la sua unica Monumento, e Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), che dopo due secondi posti ha il mirino solo sul gradino più alto del podio.

Tra i corridori “da salita”, che sperano magari in qualche nuovo movimento sulla Cipressa,  ci sono anche Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), che l’anno scorso fu tra gli ultimi a mollare l’attacco di Pogačar, Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike), Primož Roglič e Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Andrea Vendrame (Jayco AlUla).

Esperienza e velocità

C’è anche chi la Sanremo l’ha già vinta, ma che magari non ha più la gamba dei bei tempi, e allora proverà a far valere l’esperienza, anche in appoggio ai compagni. La pazza discesa giù dal Poggio di Matej Mohorič (Bahrain Victorious) del 2022 ce la ricordiamo tutti, così come la stoccata da finisseur di Jasper Stuyven (Soudal-QuickStep) nel 2021, la volata al fotofinish di Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers) nel 2017 contro Sagan e Julian Alaphilippe (Tudor), che si riscattò vincendo nel 2019, e poi lo sprint a ranghi compatti di John Degenkolb (Picnic PostNL). Da Pavia a Sanremo, tra ricordi e nuovi obiettivi, in gruppo ci saranno anche loro.

L’annunciata sfida tra Pogačar e Van der Poel, poi, potrebbe anche partorire una gara tattica, e allora ecco che non si possono tagliare fuori a prescindere i velocisti, che ovviamente non mancano. C’è l’astro nascente Paul Magnier (Soudal-QuickStep), che mal che vada prenderà le misure per tornarci in futuro, e poi Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), vincitore di tappa alla Tirreno Adriatico, Matteo Trentin (Tudor), Luke Lamperti (EF Education-EasyPost), vincitore di tappa alla Parigi-Nizza, Bryan Coquard (Cofidis), Mike Teunissen (XDS Astana), Biniam Girmay (NSN) e Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta).

Una mina vagante? Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility)… se c’è da attaccare il norvegese non si tirerà sicuramente indietro. E, a proposito di scandinavi, torna in gruppo per l’occasione anche Mads Pedersen (Lidl-Trek), reduce da una frattura di polso e clavicola. Difficilmente sarà già pimpante come lo conoscevamo, ma guai a sottovalutare uno come lui.

 

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