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Pogačar insegna: attaccare sulla Cipressa si può!

16/03/2026

L’edizione 2025 della Milano-Sanremo rimarrà nella storia per tantissimi motivi. Per il secondo successo di Mathieu Van der Poel, naturalmente, ma anche e soprattutto per come è maturato. E qui entra in gioco Tadej Pogačar, che ha fatto esplodere la corsa sulla Cipressa (5,6 km al 4,1%), una salita che, come sappiamo, è assolutamente pedalabile, ma che le staffilate dello sloveno, unite agli oltre 250 km già percorsi, l’hanno fatta diventare una sorta di Stelvio.

Per anni si è parlato della possibilità di attaccare sulla Cipressa, senza dover per forza di cose attendere il Poggio. Ma col ciclismo moderno, si diceva, è impossibile sperare di scappare lì e resistere al ritorno del gruppo senza sfinirsi nei 10 chilometri di strada Aurelia, col vento spesso in faccia, prima del Poggio. E così l’ultima volta in cui la Cipressa aveva dato il largo all’azione risolutrice risaliva addirittura al 1996, l’anno di Gabriele Colombo.

Se è vero che il ciclismo moderno non fa sconti a nessuno, però, è anche vero che il ciclismo moderno ha creato e modellato quel fuoriclasse senza tempo che è Pogačar. Per sfuggire alle logiche ci voleva uno che pensasse fuori dagli schemi: Tadej lo fa praticamente da quando è passato professionista e lo ha fatto anche l’anno scorso. Un attacco pianificato al millimetro coi suoi compagni di squadra della UAE Team Emirates-XRG, curva dopo curva, tornante dopo tornante. E quando si è scatenato, tutte le convinzioni che si avevano sulla Milano-Sanremo sono andate in frantumi.

Purtroppo per lui alla sua ruota sono rimasti Mathieu Van der Poel e Filippo Ganna, che lo hanno sicuramente aiutato a tenere lontano il gruppo sull’Aurelia, ma poi non lo hanno mollato nemmeno sul Poggio, trafiggendolo infine nella volata di Via Roma. Pogačar non ha vinto, ma ha riscritto le regole e già quest’anno ci si approccerà alla Classicissima in maniera diversa.

Il campione del mondo sta pian piano vincendo tutte le corse che deve vincere, ma la Sanremo, nonostante i numerosi tentativi, non è ancora riuscito a depennarla dalla sua lista. Ora tutti sanno che può attaccare sulla Cipressa e arrivare in Via Roma, e la coda alla sua ruota, nel 2026, siamo sicuri che sarà ancora più lunga. Che non sia ancora riuscito a vincerla, però, è una bella notizia per i tifosi, perché Tadej è cocciuto e tornerà finche non sarà riuscito nel suo intento. E questo vuol dire che darà ancora spettacolo, costi quel che costi.

 

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