Chiariamolo subito: quando si parla di record di scalate, di KOM ecc.., tutti i numeri vanno presi con le pinze. Quasi mai, infatti, si riesce ad avere omogeneità sui dati, dipende soprattutto da dove si fa partire il cronometro e dove si stoppa. Spesso, quindi, c’è una disparità di qualche secondo, a seconda di quale sia la fonte che ha rilevato il dato. I tempi di scalata di Cipressa e Poggio non fanno eccezione e, anzi, se si cerca online, sono tra i più chiacchierati e disuguali uno dall’altro in assoluto.
La proporzione, però, rimane assolutamente attendibile, e una cosa si può dire con certezza: nessuno aveva mai scalato la Cipressa più veloce di quanto abbia fatto Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo 2026. Il record era già suo, dell’anno scorso, quando, secondo i nostri calcoli, terminò la scalata in 8’57” insieme a Mathieu Van der Poel e Filippo Ganna, ma quest’anno è riuscito ad abbassarlo a 8’48”, centesimo più, centesimo meno. Tom Pidcock e Van der Poel, arrivati in cima assieme a lui, avevano chiuso anche quest’anno in 8’57”, ma il campione del mondo ha cominciato la salita con qualche secondo di ritardo, ha dovuto spingere fin dalle prime pendenze e poi ha attaccato subito una volta tornato davanti. Ecco spiegato il nuovo record.
Per capire quanto si va più forte rispetto al passato, prima dell’avvento di Tadej il record sulla Cipressa era di 9’19”, fatto segnare da Gabriele Colombo e Alexander Gontchenkov nel 1996. Marco Pantani, quando attaccò nel 1999, chiuse in 9’37”.
E sul Poggio? Sono andati fortissimo, naturalmente, ma stavolta non è stato record, detenuto comunque dallo stesso sloveno, che si divorò la salita in 5’38” nel 2024, migliorando di un secondino il primato di Van der Poel dell’anno precedente. Nel 2026 sono saliti in 5’43”, che è comunque un tempo incredibile se si considera che arrivava dopo un attacco sulla Cipressa e uno sforzo sull’Aurelia con un leggero vento contrario e il gruppo che inseguiva dietro. Nel 2025, per dire, Pogačar e Van der Poel, con Ganna leggermente staccato, chiusero in 5’52”. Anche qui, il primato è stato abbattuto solo negli ultimi anni, visto che fino al 2023 il record era di Laurent Jalabert e Maurizio Fondriest, che lo terminato in 5’46” nel 1995.
Come detto, sono numeri che dipendono da vari fattori, non ultime le condizioni climatiche, e vanno presi per quello che sono. Ma servono senz’altro a confermare quanto vadano forte i corridori al giorno d’oggi. E che razza di mostro sia Tadej Pogačar!