Tra guerre e miti, nasce la Classicissima
E pensare che la Milano-Sanremo sarebbe potuta essere una gara automobilistica.
Nel 1906 gli organizzatori della Gazzetta dello Sport la allestirono su due tappe, la Milano-Acqui e la Acqui-Sanremo. Fu un “fiasco”, per loro stessa ammissione, allora l’anno seguente ci provarono con le biciclette.
Si partiva dall’osteria della Conca Fallata di Milano, lungo il Naviglio Pavese, e vinse il francese Lucien Petit-Breton. Andò meglio, la gara fece breccia nel cuore della gente, poi l’edizione del 1910, tra freddo, grandine, neve e soli 4 corridori al traguardo, attirò grande attenzione.
È il ciclismo dei pionieri, fatto di storie impensabili, persone comuni, imprese incredibili.
Costante Girardengo dà lustro alla corsa vincendola 6 volte, poi la sfida infinita tra Alfredo Binda e Learco Guerra la rende un appuntamento imperdibile.
hall of fame
Nell’Italia ferita e in ripartenza dopo la Grande Guerra, un fulmine in bicicletta accende la passione della gente. Costante Girardengo è il primo grande “eroe” popolare del ciclismo, perché nato da una famiglia umilissima e diventato il ‘Campionissimo’ a suon di vittorie. I 6 successi alla Milano-Sanremo non hanno fatto altro che scolpire ancora più profondamente il suo nome tra i grandi dello sport. 1918, 1921, 1923, 1925, 1926, 1928, gli anni dei suoi trionfi alla Classicissima. Un record che è durato fino al 1976, quando Eddy Merckx centrò il settimo successo. E pensare che quelli di Girardengo sarebbero potuti essere di più se nel 1915, dopo aver vinto, non fosse stato squalificato per aver erroneamente tagliato il percorso a Porto Maurizio, oppure se nel 1922 non si fosse scontrato con un addetto al servizio d’ordine in piena volata, a 200 metri dall’arrivo, con la vittoria quasi in tasca.
La prima e l’ultima sono le sue vittorie più belle: nel 1918 fu protagonista di un assolo di 200 km, la fuga solitaria più lunga di sempre alla Sanremo, nel 1928, a 35 anni, batté in uno sprint a due il corridore del momento, il campione del mondo Alfredo Binda, dopo uno splendido testa a testa fatto di attacchi e contrattacchi.